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venerdì 18 dicembre 2009

Intervista all'onorevole Moffa su welfare e Finanziaria 2010



di Antonio Maglietta
maglietta@ragionpolitica.it

mercoledì 16 dicembre 2009

Silvano Moffa è nato a Roma il 21 aprile 1951. Da Giornalista ha ricoperto la carica di Vice Direttore a Il Secolo d'Italia. E' stato Sottosegretario al Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti con delega alle Aree Urbane e Roma capitale e Presidente della Provincia di Roma dal dicembre 1998 al giugno 2004. Nella Legislatura in corso ricopre la prestigiosa carica di Presidente della Commissione Lavoro Pubblico e Privato di Montecitorio ed è stato il relatore della Finanziaria 2010 nella citata Commissione.

Presidente Moffa, quali sono le principali disposizioni della Finanziaria 2010 in materia di lavoro pubblico e privato?

La finanziaria approvata dal Senato già conteneva diverse disposizioni interessanti, in particolare in materia di disciplina contabile in materia previdenziale, contribuzione e trattamenti pensionistici per gli operai agricoli, rinnovi contrattuali nel pubblico impiego (con l'indicazione delle risorse per riempire le vacanze contrattuali), stanziamenti per il personale appartenente al comparto sicurezza - difesa, interventi sul Fondo di sostegno per l'occupazione e l'imprenditoria giovanile. Tra gli emendamenti approvati alla Camera, in parte discussi nella Commissione Lavoro e, poi, approfonditi e affrontati nella Commissione Bilancio, sono stati aggiunti numerosi e interessanti argomenti. Tra questi, si segnalano: l'ulteriore garanzia di ammortizzatori sociali in deroga e strumenti per la cassa integrazione; il sostegno al reddito dei lavoratori a progetto (aumento dell'indennità per i co.co.pro.); la riduzione contributiva per le assunzioni di lavoratori titolari di indennità di disoccupazione o degli ultracinquantenni; l'intervento su varie tipologie di contratti flessibili, quali la somministrazione di lavoro, l'apprendistato, il lavoro accessorio; il rinnovo della misura di detassazione di contratti di produttività, le norme per il contrasto alle frodi in materia di invalidità civile.

Quali sono state le sue proposte di modifica?

Tra le principali proposte di modifica, evidenzio innanzitutto quella introdotta in Commissione Lavoro, che ha ripristinato una normativa di maggior rigore per la tenuta del documento unico di regolarità contributiva (DURC), anche nei confronti di determinate categorie che ne erano state esonerate.

Tra gli emendamenti presentati dal Governo alla Finanziaria 2010 ci sono una serie di misure in materia di welfare: dall'aumento dell'indennità per i co.co.pro alla proroga degli ammortizzatori in deroga, dalla detassazione del salario di produttività agli incentivi al ricollocamento dei cinquantenni, dal rilancio dell'apprendistato alla stretta sui falsi invalidi. Come giudica queste ulteriori misure previste Governo?

Le misure indicate, come prima evidenziate, si muovono tutte lungo una linea di serietà e responsabilità, che il Governo e la maggioranza hanno convenuto di mantenere per fronteggiare in misura adeguata un periodo di difficoltà come quello attuale, da un lato aiutando i lavoratori e, dall'altro, mettendo le imprese nelle condizioni di tenere inalterato il livello occupazionale.

Secondo gli ultimi dati Istat, il tasso di disoccupazione nel mese di ottobre è salito all'8% (+0,1% rispetto al mese precedente e +1 % rispetto a ottobre 2008). La disoccupazione giovanile - sottolinea l'Istat presentando per la prima volta la rilevazione sulle forze di lavoro mensili e ricordando che si tratta di stime provvisorie - ha raggiunto il 26,9% con un aumento di 0,6 punti rispetto a settembre e di 4,5 punti rispetto a ottobre 2008. Un commento su questi dati.


I dati sono oggettivamente preoccupanti, ma vanno letti con attenzione. Anzitutto, è evidente che gli effetti di una crisi economica sull'occupazione si sentono solo qualche tempo dopo che la crisi stessa abbia prodotto i suoi effetti più gravi. Pertanto, siamo di fronte all'inizio di una ripresa che porterà con sé, nel medio periodo, anche un recupero sul versante occupazionale. Inoltre, l'Italia è uno dei Paesi nei quali maggiore è la tenuta occupazionale, poiché si registrano livelli di disoccupazione sensibilmente più bassi di quasi tutti gli altri Stati europei. Infine - e si tratta di stime che la Commissione da me presieduta ha potuto acquisire direttamente a Parigi, dai responsabili dell'Ocse che hanno stilato il rapporto 2009, nel corso di un incontro internazionale - i dati sulla disoccupazione giovanile sono meno preoccupanti di quanto non sembri: è ovvio che il lavoro giovanile è il primo a «flettersi» nella fasi di crisi, ma altrettanto vero che esso è il primo a reagire positivamente agli inizi della ripresa.

Secondo gli ultimi dati Inail, nel primo semestre 2009 gli infortuni e le morti sul lavoro sono diminuiti rispettivamente dell'11,1% e del 13,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Secondo l'Anmil (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro), l'obiettivo fissato dall'Ue, di ridurre gli infortuni sul lavoro del 25% entro il 2012, se si prosegue su questa strada, sarà raggiungibile dal nostro Paese con un confortante anticipo. Lei cosa ne pensa?

I dati sugli infortuni sono incoraggianti e ci inducono a proseguire sulla strada intrapresa. Peraltro vorrei dire che la Commissione da me presieduta ha avuto un ruolo importante anche in questo settore, poiché - con l'articolato parere reso sul decreto correttivo al testo unico della sicurezza sul lavoro, emanato agli inizi di agosto 2009 - ha contribuito al miglioramento del testo, coniugando il rigore e il rafforzamento del regime dei controlli a una forte spinta semplificativa, che consente di investire sulla cultura della sicurezza nelle aziende e in tutti i luoghi di lavoro.

venerdì 11 dicembre 2009

Più ammortizzatori sociali e innovazione. La risposta del governo alla crisi


di Antonio Maglietta
maglietta@ragionpolitica.it

giovedì 10 dicembre 2009


La crisi sociale in Europa potrebbe aggravarsi nel 2010: è quanto sottolinea la bozza delle conclusioni del vertice dei leader Ue riuniti a Bruxelles. «La situazione economica - si legge nel testo - si è stabilizzata e la fiducia sta aumentando. Le previsioni suggeriscono una ripresa debole nel 2010, seguita dal ritorno di una forte crescita nel 2011. Ma restano incertezze e fragilità - si aggiunge - mentre si prevede che l'occupazione e la situazione sociale si deterioreranno ulteriormente nel 2010». Per questo motivo si ribadisce come «le politiche a sostegno dell'economia devono restare sul terreno ed essere ritirate solo quando la ripresa sarà pienamente garantita».

Secondo il bollettino di dicembre della Banca Centrale Europea, la maggior parte delle stime indica che la crisi finanziaria ha ridotto e continuerà a ridurre la capacità produttiva delle economie dell'area dell'euro ancora per qualche tempo. Per promuovere la crescita sostenibile e l'occupazione saranno necessari un mercato del lavoro flessibile e incentivi al lavoro più efficaci. Occorrono inoltre urgenti politiche di stimolo alla concorrenza e all'innovazione per accelerare la ristrutturazione e gli investimenti e creare nuove opportunità imprenditoriali. Insomma, in questo quadro di luci e ombre diventa fondamentale irrobustire gli ammortizzatori sociali e puntare con decisione alle politiche di stimolo all'innovazione del sistema produttivo nazionale.

Che cosa ha fatto il governo italiano per rispondere a questa esigenza? Ha aggiunto 1 miliardo di euro, con il pacchetto welfare della Finanziaria, ai 16 miliardi di stanziamenti previsti già dallo scorso anno per gli ammortizzatori sociali. In pratica sono le somme previste per il biennio 2009-2010 per gli ammortizzatori sociali ordinari e speciali (24 miliardi, di cui 12 per il 2010) e per gli ammortizzatori sociali in deroga, per i quali, sempre nel biennio, erano previsti 8 miliardi (di cui 4 per il 2010). Il capitolo sugli ammortizzatori in deroga - CIG, mobilità e disoccupazione speciale - figura anche tra le norme inserite nel pacchetto welfare in quanto, oltre a prorogare nel 2010 gli interventi in deroga già disposti nel 2009, serviva una nuova disposizione per intervenire nel 2010 con gli ammortizzatori in deroga su quelle situazioni che presentano problematiche occupazionali per le quali l'attuale normativa non prevedeva alcun intervento. La nuova disposizione consente inoltre di proseguire gli interventi già iniziati negli anni precedenti e non completati. In pratica il governo ha allungato la coperta per venire incontro alle esigenze del maggior numero di persone possibile, ribadendo con i fatti l'intenzione di non lasciare indietro nessuno di fronte alla crisi.

Nella Finanziaria c'è anche una buona notizia per le imprese che fanno ricerca e innovazione, visto che la dotazione per i crediti di imposta è salita a 854 milioni nel 2010. La somma è stata aumentata di 200 milioni per il 2010, mentre, rispetto agli iniziali 65,4milioni, altri 200 sono previsti nel 2011.

Non va poi dimenticato che il 3 agosto 2009 il ministro dell'Economia e delle Finanze, il presidente dell'ABI e le Associazioni dei rappresentanti delle imprese hanno firmato un Avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio, con l'obiettivo di dare respiro finanziario alle imprese aventi adeguate prospettive economiche e in grado di provare la continuità aziendale. Secondo i dati del ministero dell'Economia, sono state circa 46 mila le domande di sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese pervenute al 31 ottobre 2009 e relative alle prime settimane di piena applicazione della moratoria. In un paese come il nostro, in cui la stragrande maggioranza delle imprese ha dimensioni medio-piccole, questo tipo di interventi non solo rafforza il sistema produttivo nazionale ma, soprattutto, salvaguarda i posti di lavoro che queste realtà sono in grado di offrire.

Poi si può sempre discutere circa la possibilità di fare qualcosa di più (anche se l'opposizione non ha presentato alcuna contro-proposta organica rispetto alla Finanziaria del governo), ma è un dato di fatto che il nostro paese ha sulle spalle il macigno di uno spaventoso debito pubblico, e che qualsiasi intervento non può certo prescindere da questo elemento fondamentale.
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