

di Antonio Maglietta
maglietta@ragionpolitica.it
giovedì 31 marzo 2011
Nella seduta straordinaria della conferenza unificata di mercoledì 30 marzo, il governo e gli enti locali hanno sancito un accordo, sulla base della richiesta avanzata dall'esecutivo per affrontare l'emergenza migratoria attraverso uno sforzo comune e condiviso, per accogliere fino ad un massimo di 50 mila profughi sul territorio nazionale e distribuendoli equamente in ciascuna regione, escluso l'Abruzzo. Tale flusso territoriale sarà definito nei prossimi giorni da una cabina di regia nazionale, coordinata dal governo e dagli enti locali ed articolata nelle diverse realtà regionali, coinvolgendo le prefetture. Per quanto riguarda il problema dei minori stranieri non accompagnati, il governo si è impegnato ad individuare risorse stabili e pluriennali al sostegno della collocazione nelle case famiglia attraverso i Comuni. L'esecutivo, inoltre, si è impegnato anche ad assicurare un criterio di equa e sostenibile attribuzione in tutto il territorio nazionale degli immigrati che risultassero clandestini, sentiti gli enti territoriali interessati. Ovviamente si tratterà di una distribuzione temporanea, legata alle procedure d'identificazione ed espulsione di chi non dovesse avere le carte in regola per restare nel nostro Paese. Le risorse finanziarie necessarie a gestire la situazione emergenziale saranno totalmente a carico del governo.
L'accordo raggiunto è un passo fondamentale per rendere operativo il piano già annunciato dal ministro Maroni per affrontare l'eccezionale ondata migratoria in arrivo sulle nostre coste a causa delle rivolte in Nord Africa. Chi parla di eventuali ritardi da parte del governo nella gestione di questa situazione sbaglia di grosso. Fino ad ora sono arrivate circa 15 mila persone in Italia a seguito delle note vicende in corso nei Paesi nord africani e, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di tunisini che non scappano dalla guerra e che sono entrati nel nostro Paese in violazione delle nostre disposizioni in materia di immigrazione. Non stiamo parlando di profughi, quindi, ma di clandestini che vanno identificati ed espulsi.
Ora, nessuno vuole criminalizzare queste persone che certamente vanno via dal proprio territorio in cerca di una vita migliore, affrontando una traversata in mare densa di pericoli per ritrovarsi, poi, in un Paese straniero senza alcuna prospettiva certa. Tuttavia non possiamo dimenticare che la tutela dei nostri confini e della coesione sociale ci impone l'applicazione delle regole che prevedono l'espulsione per i clandestini. E' molto più umano e utile per tutti aiutare queste persone a migliorare le proprie condizioni di vita a casa propria, utilizzando magari bene gli stessi soldi che avremmo speso per tenerli nel nostro Paese, che prenderli in giro facendoli restare in Italia con la prospettiva di una vita migliore. Dove sarebbe, allora, la mancata reattività da parte del governo evocata da qualcuno? Proprio per evitare di essere colti di sorpresa, e impreparati a fronteggiare una futura situazione di emergenza, il nocciolo dell'accordo con gli enti locali ha previsto un piano di accoglienza preventivo per i profughi che potrebbero arrivare soprattutto dalle coste libiche ma che, al momento, non si sono ancora visti.
Mercoledì a Lampedusa il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha promesso che l'isola non sarà lasciata al suo destino e che in brevissimo tempo tutti gli stranieri arrivati saranno trasferiti altrove. Infatti, già nella mattinata di giovedì è partita dal porto di Lampedusa la nave da crociera Excelsior con a bordo circa 1.700 immigrati tunisini, che dovrebbero essere portati a Taranto e poi trasferiti a Manduria. E' la prima delle sei navi, tra cui una militare, arrivate mercoledì al porto di Lampedusa per trasferire fino a 10 mila migranti. Le operazioni di imbarco sono particolarmente laboriose, anche perché è necessario identificare i passeggeri uno per uno. Si tratta di un'attività lunga e laboriosa, che viene svolta con grande professionalità e umanità all'interno del centro dalla polizia scientifica.
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